Il Comune di Tagliacozzo e l’Associazione culturale “Marsicana” hanno organizzato la III mostra di presepi. L’esposizione è in corso presso il Palazzo Comunale dal giorno 6 dicembre 2009 e durerà fino all’ 11 gennaio 2010. I realizzatori di tali presepi, sono Antonio SANDOLI e Giuseppe DEL GROSSO.
Tra le sculture realizzate da Sandoli troviamo un presepe “da riciclo”, le cui statuine sono composte da bottiglie di plastica, riempite di sabbia e poi ricoperte con carta da regalo. Sandoli, più che uno scultore può dirsi un restauratore, la maggior parte dei suoi presepi, infatti, gli sono stati donati e poi lui ha provveduto a risistemarli. Il presepe detto “di famiglia” ne è un esempio. È realizzato con statuine di gesso e cartapesta che sono state usate in passato, da lui recuperate e restaurate, oggi introvabili in commercio. Sono presenti nella mostra anche presepi molto piccoli che raffigurano solo la natività fatti di marmo o ceramica. Caratteristico è il “Presepe carillon” di provenienza russa, che per Sandoli ha un valore sia materiale che sentimentale in quanto gli è stato donato da una signora russa ottantenne. Tra i presepi più caratteristici dell’artista spiccano quelli fatti di polistirolo e di pane. Il primo ha la forma di castello gotico alla cui sommità è posta la natività, l’altro, che gli è stato concesso dalle suore di Borgo S. Pietro, e da lui restaurato, è fatto di crackers, pan carré, fette biscottate, pezzi di pagnotte e mollica di pane, ed è molto suggestivo, soprattutto se visto di notte.
Giuseppe Del Grosso, diversamente da Sandoli, realizza di sua mano le sculture ispirandosi a fatti di vita vissuta nei piccoli paesi abruzzesi. Questi presepi sono rappresentativi di una società rurale. L’intenzione è quella di far rivivere le tradizioni contadine e di lasciare nelle menti dei posteri gli usi e i costumi degli antichi. Tra i tanti, uno si rifà alla Fonte di Valle di Poggetello (frazione di Tagliacozzo), dove all’interno è posta la natività. Ci sono anche un aratro, un vigneto e un mercatino, diviso tra il reparto di ferramenta e quello della frutta. Un altro presepe è realizzato in una “mezza coppa”, misura agraria per il grano, su cui poggia la natività, interamente fatta di pannocchie (di produzione propria). In un altro la natività poggia su una “scifella” (contenitore che veniva usato per pulire i legumi), e ancora un mini-presepe realizzato in una “conocchia” (arnese che serviva per filare la lana). Nella mostra sono presenti anche degli utensili antichi come le “frocette”, un paletto blocca portone, una raspa, l’incudine e il martello, vecchi aculei per spaccare i ciocchi, anch’essi emblema di un folclore contadino. Sempre tra le sculture realizzate da Giuseppe Del Grosso, ce n’è una a cui egli dice di essere molto legato perché dedicata ai soldati impiegati all’estero che ha realizzato con vecchi materiali militari: mimetiche, borsette, giberne, cinturoni e correggiole. In questo presepe la natività è raffigurata in una tenda al cui interno troviamo anche dei letti a castello.
Quest’anno manca all’appello un presepe elettronico, restaurato da Sandoli, perché è stato portato nella Basilica di S. Giustino a Paganica in onore delle persone colpite dal terremoto nell’aquilano.
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A cura del Portavoce del Sindaco